Piccoli consensi quotidiani contro la parità
Si diceva che in Italia l'omofobia è ancora così radicata perché di base se una persona esprime un'opinione denigratoria non viene generalmente osteggiata.
Non c'è un senso di vergogna e repulsione verso la battutina, la presa in giro, l'offesa.
Non si può contare nemmeno sull'ipocrisia della persona che non esprime le proprie opinioni razziste per non essere guardata male...
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Depressione post Pride: Milano e Zurigo, quell’abisso fra due realtà
Ora lo so: partecipare, nella stessa settimana a due Pride, uno all’estero e uno in Italia, ti fa sprofondare in un’angoscia devastante.
Zurigo: realtà europea, un Pride inserito in un contesto festivaliero, un’organizzazione impeccabile, un’invidiabile professionalità nella ricerca di sponsor, fondi, relazioni con il tessuto socio-economico del luogo e nella creazione di un evento dalla massima attrattività.
Milano: un’approssimazione nella forma data a un Pride, locale ma identificativo comunque della città più gay-friendly d’Italia, nella città della moda e dell’economia, che mi ha sconsolato. La forma decadente del Pride che ha spaziato dalla bruttezza del logo, alla comunicazione assente, dalla disorganizzazione nella parata, alla mancanza di coordinamento nel percorso, rifletteva ovviamente l’assenza di contenuti.
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