Ora lo so: partecipare, nella stessa settimana a due Pride, uno all’estero e uno in Italia, ti fa sprofondare in un’angoscia devastante.
Zurigo: realtà europea, un Pride inserito in un contesto festivaliero, un’organizzazione impeccabile, un’invidiabile professionalità nella ricerca di sponsor, fondi, relazioni con il tessuto socio-economico del luogo e nella creazione di un evento dalla massima attrattività.
Milano: un’approssimazione nella forma data a un Pride, locale ma identificativo comunque della città più gay-friendly d’Italia, nella città della moda e dell’economia, che mi ha sconsolato. La forma decadente del Pride che ha spaziato dalla bruttezza del logo, alla comunicazione assente, dalla disorganizzazione nella parata, alla mancanza di coordinamento nel percorso, rifletteva ovviamente l’assenza di contenuti.






Mix Milano 2010, 24° festival gaylesbico all’insegna della solidarietà. Agli altri.
È un Mix strano, questa ventiquattresima rassegna milanese di cinema gaylesbico al Teatro Strehler in questi giorni.
Con un tema, quello omosessuale, che sembra passare quasi in sordina rispetto allo stato di crisi generale in cui versa l’Italia, attraversato dai moti di protesta dei lavoratori e degli operai. Quasi a voler rispondere a quelli per i quali “i gay sono capaci solo di parlarsi addosso, si interessano solo ai loro problemi”.
Dello stato in cui versano gli omosessuali in Italia, durante la cerimonia di apertura che si è tenuta lo scorso 22 giugno, quasi non si è fatta parola. Una scelta coraggiosa, e anche apprezzabile.
Continua a leggere »