Gottfried Von Cramm, un campione interrotto

Gottfried Von Cramm è un nome oggi noto a pochi. Eppure se foste stati nel 1937 a Wimbledon ricordereste sicuramente i gesti eleganti di questo tennista tedesco, oltre tutto un Barone, alto, biondo e occhi verdi come da copione, descritto dal suo grande avversario Don Budge come uno “che dominava qualsiasi scena di cui era parte”.
Lo sport però può essere molto crudele: grandi atleti che hanno appassionato i loro contemporanei e hanno strappato applausi in tutto il mondo vengono poi lentamente dimenticati poiché non sono mai arrivati in cima alle classifiche o perché hanno incrociato sulla loro strada campioni più blasonati di loro.
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I gay perbene vanno in Paradiso

Sono stanca di sentirmi dire non solo cosa dovrei fare, ma anche come dovrei essere per risultare credibile.
Prima c’era il mondo eterosessuale filocattolico, il modello perbene.
Ora c’è il modello omosessuale impegnato, quello che ti insegna come dev’essere un gay, anch’esso perbene.

Il movimento LGBTQ cerca – a ragione – il riconoscimento legale delle proprie coppie e il rispetto dal mondo eterosessuale, ma spesso non sembra voler accettare le mille sfumature della propria comunità, come se una cosa escludesse l’altra.
Puoi essere omosessuale ma non come vuoi tu, altrimenti sei un nemico sociale. Perché si sa, essere gay significa farsi portavoce di un’intero gruppo.

Al posto di valorizzare il diritto alla diversità si dice che le checche isteriche in tv rovinano l’immagine dei gay, che al Pride non dovrebbero far sfilare le trans, bisognerebbe tutti vestirsi in abiti da ufficio, che non si può fare promozione di una vita sessuale promiscua. Perché non sta bene. Non verremo mai ascoltati in piume di struzzo.

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Wannabe Italian Gay Magazine