Il 22 giugno 1979 Jeremy Thorpe, leader del partito Liberal, veniva assolto dall’accusa di avere organizzato il tentato omicidio di Norman Scott, suo sedicente ex-amante. Un verdetto che scagionava Thorpe, ma che segnava anche la fine della sua carriera: prima agli occhi dell’opinione pubblica era stato un brillante politico con un matrimonio alle spalle, e una seconda moglie celebre pianista ritiratasi dalle scene. Dopo il processo questa immagine non esisteva più.
Intraprendente, carismatico, famoso anche per uno stile eccentrico nell’abbigliamento (come i suoi completi primo novecento, i suoi gilè di seta e i cappelli di feltro), era diventato leader del partito Liberal nel 1967, distinguendosi per campagne a favore dei diritti umani, come dimostra il suo ruolo nel movimento anti-apartheid. Nel 1971 la sua vita privata aveva iniziato a interferire con quella pubblica, quando Thorpe fu sottoposto a un’inchiesta all’interno del partito: l’accusa era di avere avuto rapporti sessuali con un uomo. Proprio di accusa si trattava, dato che i fatti si riferivano al 1961, quando l’omosessualità era ancora illegale nel Regno Unito.
A rivelare una relazione di due anni era stato Norman Scott, uno stalliere ed ex modello, perfetto personaggio da romanzo pruriginoso inglese.






Da “I Viaggi di Nina” a “Ragazze che amano ragazze”. Intervista a Nina Palmieri
Dalla Tv alla carta, tornano le storie delle lesbiche italiane "di Nina". L'autrice ci racconta l'esperienza della trasmissione e del libro in questa intervistaQualche anno fa una giovane filmmaker si avvicinava al mondo delle lesbiche tramite il sito ellexelle. Dai contatti stretti tramite il web e le persone conosciute durante il percorso, nasceva la prima stagione di “I Viaggi di Nina“.
Giovanna Nina Palmieri, oltre a proporre al grande pubblico un formato piuttosto innovativo per il panorama Tv nostrano, ha raccontato per la prima volta in termini continuativi e confidenziali le storie delle lesbiche del nostro Paese.
Il mese scorso è uscito per Mondadori un libro basato su questa esperienza, “Ragazze che amano ragazze“.
Nina Palmieri, grazie a “I Viaggi di Nina”, è diventata una sorta di icona lesbica facendosi “portavoce” di una realtà pressoché invisibile.
Continua a leggere »