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	<title>Camp Magazine</title>
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	<description>Wannabe Italian Gay Magazine</description>
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		<title>Lo spot lesbo-friendly di Renault</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Dec 2010 15:35:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia Iacolare</dc:creator>
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		<category><![CDATA[lesbiche]]></category>
		<category><![CDATA[miss sixty]]></category>
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		<category><![CDATA[spot]]></category>
		<category><![CDATA[twingo]]></category>

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		<description><![CDATA[La celebre casa automobilistica francese ha realizzato un delizioso spot televisivo per promuovere la nuova Twingo. Gli ingredienti: una festa, due belle ragazze, un paio di sguardi, una benda, un top e... un'automobile rosa. C'è qualcosa che non vi convince?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Tm0hAweqp2w?fs=1&amp;hl=en_US"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Tm0hAweqp2w?fs=1&amp;hl=en_US" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object></p>
<p>Donne e motori: gioie e dolori. Il rapporto non fa una piega e lo conferma anche un recente spot pubblicitario di Renault. Nel filmato due ragazze si scambiano sguardi furtivi durante una festa e dopo qualche indugio si appropinquano a trascorrere un after party decisamente interessante. Sfortunatamente la proprietaria della Twingo, pur trovandosi al cospetto di una fanciulla seminuda, supina, bendata e pronta a tutto, preferisce appropriarsi indebitamente del top rosa di quest&#8217;ultima, per poi scappare a gambe levate per raggiungere la sua adorata vettura del medesimo colore. Lo spot promuove la Twingo Miss Sixty e &#8211; come si può dedurre già dalla denominazione dell&#8217;automobile &#8211; mira ad accattivarsi il pubblico femminile in tutte le sue declinazioni. Come succede solitamente in questi casi, lo spot ha sollevato un polverone di polemiche e diversi canali televisivi hanno storto il naso di fronte alle richieste di trasmissione del committente. </p>
<p>Per qualche giorno lo spot è rimasto in sordina, poi è apparso timidamente nei palinsesti televisivi ed ora è possibile vederlo con una certa frequenza. Premesso che se io toccassi una Twingo <em>rosa</em> probabilmente contrarrei un&#8217;allergia mortale all&#8217;istante (e come me molte altre lesbiche), ci tengo a dire che ho apprezzato molto la volontà di Renault di raccontare una storia simpatica e originale, al di là del fatto che si trattasse di due donne probabilmente lesbiche (una delle quali è senza dubbio <em>pazza</em>, a questo punto). In questo caso mi pare evidente che non ci sia nessuna volontà di strumentalizzare contenuti lelli per finalità onanistiche del pubblico maschile (anche se ho letto opinioni differenti dalla mia) e quindi mi compiaccio del lavoro dei creativi che hanno realizzato questo spot, nonché dell&#8217;apertura mentale e del coraggio di Renault. </p>
<p><strong>UPDATE</strong>: A quanto pare lo spot di Renault si ispira a questo&#8230;</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/5dk30RBezWk?fs=1&amp;hl=en_US"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/5dk30RBezWk?fs=1&amp;hl=en_US" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
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		<title>Donne potenti, donne lesbiche? Televisione e diffamazione: gli strani casi di De Filippi e Winfrey</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 17:46:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Mastroianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[lesbiche]]></category>
		<category><![CDATA[lesbismo]]></category>
		<category><![CDATA[Maria de Filippi]]></category>
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		<category><![CDATA[televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Un'equazione che ricorre, spesso. Donne "di carattere" che vengono tacciate d'omosessualità. Come se fosse un dramma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è uno strano filo che unisce le due grandi regine del <strong>talk-show</strong> televisivo italiano e statunitense, <strong>Maria de Filippi</strong> e <strong>Oprah Winfrey</strong>.</p>
<p>Un filo che ruota attorno al loro <em>(stra)</em>potere televisivo e che gravita attorno a una <em>&#8220;accusa&#8221;</em> che passa di bocca in bocca da anni: quella del <strong>lesbismo</strong>.</p>
<p><strong>Maria de Filippi è lesbica?</strong> No, a quanto pare. Nonostante le voci. E alla conduttrice tocca smentire periodicamente questa voce. Stessa cosa per Oprah Winfrey, che proprio quest&#8217;oggi ha rilasciato una intervista alla <em>ABC </em>rispondendo alle <em>accuse </em>di omosessualità.</p>
<p>Perché di <em>accuse </em>si tratta: un&#8217;arma per cercare di arginare due donne di successo, con una etichetta considerata da molti &#8211; purtroppo &#8211; ancora come un&#8217;infamia.</p>
<p>Un <strong>retaggio maschilista</strong>: che una donna sia forte e potente è <strong>inaccettabile</strong>; se lo sono, allora, devono essere un po&#8217;<em> &#8220;uomo&#8221;</em>.</p>
<p><span id="more-184"></span>Con questa voce la <strong>De Filippi</strong> deve combattere da anni, fin dai tempi del suo straordinario successo con <em>Amici </em>(la prima versione, quella senza canzoni e balletti). Di volta in volta le sono state attribuite relazioni clandestine con donne Mediaset, che secondo le malelingue avrebbero goduto di raccomandazioni che ne avrebbero favorito il successo.</p>
<p>L&#8217;ultima accusa arriva &#8211; <em>tu quoque</em> &#8211; da una sua protetta, concorrente dell&#8217;ottava edizione di Amici (la stessa di Alessandra Amoroso): <strong>Martina Stavolo</strong>, che per candidarsi a Sanremo aveva proposto una canzone dall&#8217;illuminante titolo <em>&#8220;Ma quali amici&#8221;</em>. Con un testo che parla chiaro:</p>
<blockquote><p>Ma quale Amici, se le tue promesse sono solo inganni, se hai bruciato tutto il bianco dei miei sogni. Dopo tutto quello che c’è stato, ti vedo come un angelo venuto dall’inferno: le promesse di una strega fanno gola alla tua idea <strong>e puoi ritrovarti a letto con Maria.</strong></p></blockquote>
<p>Un testo che ha scatenato il chiacchiericcio della Rete e che ha assicurato un quarto d&#8217;ora di notorietà alla Stavolo, fino alla decisione di mamma RAI di <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-a9c3a0a6-6ff1-4df5-902a-28fbb7d5d5c9.html">ritirare la canzone da quelle ascoltabili sul sito di Sanremo 2011</a> per i suoi contenuti diffamatori.</p>
<p>Diversa (ma simile) la storia di <strong>Oprah Winfrey</strong>, contro cui puntano il dito le riviste di gossip americane per il suo rapporto con Gayle King &#8211; giornalista della sua rivista <em>O,</em> <em><span class="mw-redirect">The Oprah Magazine</span></em>.</p>
<p>Una donna che la Winfrey non nega di <strong>apprezzare profondamente</strong>:</p>
<blockquote><p>Non conosco una persona migliore di lei. Lei è la madre che non ho mai avuto, la sorella che tutti vorrebbero avere. L&#8217;amica che tutti meriterebbero di trovarsi a fianco.</p></blockquote>
<p>Un rapporto di <strong>profonda stima</strong>, e amicizia reciproca, che la gente si è affettata a trasformare in <strong>relazione amorosa</strong>. E <strong>adulterina</strong>, visto che Oprah Winfrey è una donna sposata.</p>
<p>Intervistata da Barbara Walters, volto storico di ABC, Oprah ha dovuto allora negare ufficialmente.</p>
<p>Sottolineando anche che, se lesbica fosse stata, non avrebbe avuto alcun problema a dichiararlo.</p>
<p>Certo: una frase tirata fuori dal cilindo sempre, in queste occasioni. Ma considerato l&#8217;appoggio della Winfrey agli omosessuali, non una frase di circostanza.</p>
<p>La verità allora è un&#8217;altra, forse: <strong>le donne potenti fanno paura</strong>. Tanta. E devono essere neturalizzate: anche a costo di <strong>diffamazioni </strong>e <strong>calunnie</strong>.</p>
<p>E in tutto questo, chi ne esce con le ossa più rotte sono forse le lesbiche, che ancora vengono usate come termine di paragone negativo.</p>
<p>Ma ancora: che la De Filippi o la Winfrey siano lesbiche, a noi non è dato saperlo. Né diffondere voci sul loro conto, avallando un outing che &#8211; potenzialmente &#8211; non ha alcuna base.</p>
<p>Eppure in Rete molti hanno fatto l&#8217;opposto. E se al posto della De Filippi ci fossero stati loro?</p>
<p>(Foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/alan-light/210467069/">Flickr</a>)</p>
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		<title>Transgender Day of Remembrance 2010</title>
		<link>http://www.campmagazine.it/2010/11/transgender-day-of-remembrance-2010/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Nov 2010 15:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Ripepi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[tdor]]></category>
		<category><![CDATA[transgender]]></category>

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		<description><![CDATA[La memoria è un'arma, perché la consapevolezza è un passo avanti verso la risoluzione di un problema. Ricordiamo che la transfobia è una malattia che ci riguarda e che purtroppo può portare alla morte]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi mi gira per la testa una frase scritta da un amico su un social network, in merito a una discussione sui diritti delle persone omosessuali.</p>
<p>Diceva, in modo evidentemente provocatorio, che <strong>dovremmo avere tutti la pelle blu</strong>, perché se fossimo immediatamente riconoscibili non solo le persone dovrebbero prendere coscienza della nostra diversità, ma noi stessi saremmo spinti a fare qualcosa in più per ottenere i nostri diritti.</p>
<p><strong>Le persone transgender di fatto hanno la pelle blu</strong>.</p>
<p>La loro diversità è scritta sui loro corpi spesso a chiare lettere, e viene riportata sui loro documenti: questo le rende facili prede della violenza generata dall&#8217;ignoranza.</p>
<p>Io non sono una persona transgender, ma questo tema mi riguarda. Riguarda gli amici e le amiche che lo sono, riguarda i figli o i nipoti che potrei avere, o la donna di cui potrei innamorarmi.</p>
<p>Oggi si celebra in tutto il mondo il <a href="http://www.transgenderdor.org/?p=62">dodicesimo Transgender Day of Remembrance</a>, per ricordare la <a href="http://www.transgenderdor.org/?page_id=1194">vittime della transfobia</a>.</p>
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		<title>Berlusconi e l&#8217;omofobia. E la gente applaude&#8230;</title>
		<link>http://www.campmagazine.it/2010/11/berlusconi-e-lomofobia-e-la-gente-applaude/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 11:55:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Mastroianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[dichiarazioni politiche]]></category>
		<category><![CDATA[omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA["Meglio essere appassionati delle belle ragazze che gay". L'ultima - infelice - uscita del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non stupisce. Come la reazione degli astanti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Crediamo ci sia poco da aggiungere a questo <strong>video</strong>. La dichiarazione di Silvio Berlusconi, questa mattina, in relazione alla preferibilità dell&#8217;essere &#8220;appassionato di belle ragazze&#8221; piuttosto che omosessuali rientra pienamente nel filone di tante altre dichiarazioni omofobiche portate avanti dal suo partito e dalla sua intera coalizione.</p>
<p>Quello che stupisce &#8211; o forse no &#8211; è semmai la reazione della gente. Che applaude. Pubblico prezzolato? O specchio di un&#8217;Italia che è <strong>davvero </strong>così? Ditecelo voi. A noi restano poche parole.</p>
<p><object width="500" height="400"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/d1RX_ppWuRg?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/d1RX_ppWuRg?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="500" height="400"></embed></object></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Omofobia, &#8220;It gets better&#8221;? Non in Italia. Perché siamo una comunità pigra&#8230;</title>
		<link>http://www.campmagazine.it/2010/10/omofobia-it-gets-better-non-in-italia-perche-siamo-una-comunita-pigra/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 16:29:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Mastroianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunità]]></category>
		<category><![CDATA[iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[omofobia]]></category>

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		<description><![CDATA[In un paese ancora privo di diritti e pieno di atti discriminatori nei confronti della comunità LGBT, la maggior parte degli omosessuali non si attiva. Mentre negli Stati Uniti...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che vedete qui sotto è uno dei &#8211; tanti &#8211; video appartenenti al <strong>progetto <a href="http://www.itgetsbetterproject.com/">It Gets Better</a></strong>, risposta tutta americana ai numerosi (e sempre più preoccupanti) casi di <strong>suicidio </strong>fra i giovani gay degli Stati Uniti colpiti dal <strong>bullismo </strong>scolastico legato all&#8217;<strong>omofobia</strong>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="306" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/WoaYsF_OzXU?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="306" src="http://www.youtube.com/v/WoaYsF_OzXU?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Un problema che sta scuotendo l&#8217;opinione pubblica tanto da spingere anche il Segretario di Stato americano <strong>Hillary Clinton</strong> a rilasciare una <a href="http://www.youtube.com/watch?v=zXBpW8GCDtY">videodichiarazione</a> che noi omosessuali italiani, senza dubbio, possiamo a malapena sognarci. E che &#8211; forse &#8211; non ci meritiamo nemmeno.</p>
<p>Perché? Perché in Italia un progetto come &#8220;It Gets Better&#8221; <strong>non sarebbe mai potuto nascere.</strong></p>
<p><span id="more-167"></span>Dopo anni di frequentazione appassionata, penso lo si possa dire tranquillamente: <strong>la comunità omosessuale italiana è una comunità pigra</strong>, piena espressione di una società italiana italiana pigra.</p>
<p>Non andiamo ai Pride. Non acquistiamo riviste &#8220;di settore&#8221; (che non ci sono, per altro, perché non c&#8217;è nessuno che ci investa sopra: eppure di imprenditori gay ce n&#8217;è a bizzeffe). Non scriviamo ai media per raccontare i nostri problemi. Non partecipiamo a buona parte delle manifestazioni di protesta per i nostri diritti. Non <em>organizziamo </em>manifestazioni o eventi per parlare di ciò di cui abbiamo bisogno e di ciò che ci viene negato.</p>
<p>E ci lamentiamo &#8211; spesso a ragione, per carità &#8211; delle iniziative create da altri. Ma tutto restandocene comodamente &#8220;seduti&#8221;, davanti ai pc o davanti a un cocktail.</p>
<p>In poche parole, <strong>non facciamo massa critica</strong>. E per questo nessuno ci ascolta, né ci prende in considerazione.</p>
<p>Le <strong>idee </strong>non mancano. Le <strong>competenze </strong>neanche: molti di noi lavorano nel campo della comunicazione, dei media, della scrittura, del giornalismo (senza nulla togliere ai tanti lavoratori LGBT non legati al terziario, spesso troppo colpevolmente dimenticati). Eppure non riusciamo a produrre nulla di nostro, salvo rari casi.</p>
<p>Qual è il problema, dunque? Probabilmente, in pieno <em>&#8220;stile italiano&#8221;</em> (nell&#8217;accezione più negativa del termine), <strong>demandiamo ad altri l&#8217;ideazione e la realizzazione di progetti in grado di migliorare lo status della comunità LGBT</strong>.</p>
<p>Nel nostro caso alle associazioni omosessuali, molte delle quali ritenute da molti &#8211; per altro &#8211; non rappresentative della nostra comunità.</p>
<p>Come per il <strong>coming out</strong> di <strong>Tiziano Ferro</strong> &#8211; <em>&#8220;tardivo&#8221;</em>, <em>&#8220;commerciale&#8221;</em>, <em>&#8220;non credibile&#8221; </em>- siamo pronti a criticare le azioni degli altri, senza<strong> fare qualcosa</strong>, qualsiasi cosa, <strong>in prima persona</strong>.</p>
<p>Eppure in Italia la realtà è molto più dura, per gli appartenenti alla comunità LGBT. Non solo bullismo e suicidi (una realtà che da noi passa anche troppo sotto traccia), ma anche diritti negati, discriminazioni esplicite, copertura legislativa inesistente.</p>
<p>Ma un progetto come <em>&#8220;It Gets Better&#8221;</em> &#8211; ma anche come il video collettivo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=okRbYZWdP-o">&#8220;Fuck You Homophobia&#8221;</a>, o lo <a href="http://www.glaad.org/spiritday">Spirit Day dello scorso 20 ottobre</a> &#8211; in Italia, finora, non ha mai visto la luce.</p>
<p><strong>Forse perché le cose, sotto sotto, ci vanno bene così?</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Matrimoni LGBT in Spagna: una realtà consolidata. Intervista alla deputata Carmen Montón</title>
		<link>http://www.campmagazine.it/2010/07/matrimoni-lgbt-in-spagna-una-realta-consolidata-intervista-alla-deputata-carmen-monton/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 13:56:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia Iacolare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[carmen monton]]></category>
		<category><![CDATA[gay spagna]]></category>
		<category><![CDATA[matrimoni gay]]></category>

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		<description><![CDATA[Carmen Montón Giménez è la deputata del PSOE che cinque anni fa promosse (e fece approvare) la legge sui matrimoni LGBT in Spagna. In questa intervista esclusiva ci racconta come avvenne il "miracolo".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cinque anni fa la Spagna &#8211; tra le prime nazioni in Europa &#8211; <a href="http://www.elpais.com/articulo/sociedad/Congreso/aprueba/ley/matrimonio/homosexual/elpporsoc/20050630elpepusoc_2/Tes">ratificava il matrimonio tra persone dello stesso sesso</a>. Solo un anno prima nessuno avrebbe scommesso un euro sulla possibilità che un evento tale potesse verificarsi. Eppure la società spagnola &#8211; stimolata dalla ventata d&#8217;aria fresca portata dal governo Zapatero &#8211; ha maturato negli anni un senso civico ancora più forte del suo proverbiale orgoglio, riuscendo a compiere una specie di &#8220;miracolo&#8221;. </p>
<p>Fautrice di questa conquista storica per la comunità LGBT spagnola fu <a href="http://www.masciudadania.es/cmonton/">Carmen Montón Giménez</a>, deputata del Partito Socialista (<a href="http://www.psoe.es/ambito/actualidad/home.do">PSOE</a>) che cinque anni fa si batté strenuamente per l&#8217;approvazione di questa legge. Il suo appello appassionato al <em>Congreso</em> il giorno della votazione della legge ci fece letteralmente venire i brividi e ci fece sperare in una politica nuova, entusiasmante, combattiva e sempre dalla parte dei diritti. Per chi non lo avesse visto, il filmato integrale della discussione parlamentare è disponibile su YouTube: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=j8QgjMCOQFk">parte uno</a> (intro di Zapatero), <a href="http://www.youtube.com/watch?v=s-WgvaPxs3s">parte due</a> e <a href="http://www.youtube.com/watch?v=9kDR5WtYifo">tre</a> (discorso della Montón), <a href="http://www.youtube.com/watch?v=cQxsWtkMCbw">parte quattro</a> (la votazione e la proclamazione). </p>
<p>Qualche giorno fa ho avuto il piacere e l&#8217;onore di intervistare la deputata Carmen Montón per Camp Magazine. Ecco cosa mi ha detto:</p>
<p><span id="more-137"></span></p>
<p><strong>Qual era la situazione socio-culturale in Spagna prima dell&#8217;approvazione della legge che ha legalizzato il matrimonio tra persone LGBT? Può descriverla?</strong> </p>
<p>La verità che tutte le riforme promosse dal PSOE non hanno fatto altro che adeguare la legge spagnola alla società spagnola. Le polemiche portate avanti dai media conservatori rappresentano solo un settore radicale della società. I sondaggi dimostravano che la maggioranza degli spagnoli era a favore dell&#8217;estensione dei diritti civili indipendentemente dall&#8217;orientamento sessuale e dall&#8217;identità di genere. </p>
<p>Dal momento che l&#8217;avvento della democrazia ha fatto fare un salto di &#8220;quantità&#8221; in termini di diritti, a partire dal 2004 il governo socialista si è fatto promotore di un salto di &#8220;qualità&#8221; riformando la legge sul matrimonio per consentire alle coppie dello stesso sesso di sposarsi come tutte le altre coppie. Ora molti paesi stanno cercando di modificare le proprie leggi per fare lo stesso, poiché discriminazioni di questo tipo non possono essere più tollerate nel 21° secolo.</p>
<p><strong>Sono in molti ad affermare che la Spagna abbia vissuto un cambiamento sociale radicale con l&#8217;insediamento del governo socialista. Qual è la sua percezione di questo fenomeno? Quali erano le sue speranze riguardo la possibilità di far approvare una legge come questa? </strong></p>
<p>Quando il PSOE ascese al potere, nel 2004, ci rendemmo conto che c&#8217;era molto da fare dopo otto anni vissuti all&#8217;ombra di governi conservatori. La paralisi aveva colpito non solo i diritti LGBT ma in generale tutti i diritti relativi alla cittadinanza. Inoltre i tagli alle politiche sociali avevano causato ulteriori problemi. Per questo motivo il percorso per riportare la Spagna nel 21° secolo appariva piuttosto lungo e difficoltoso. La prima legge che facemmo approvare era quella contro la violenza di genere, un passo avanti importantissimo per la dignità delle donne. </p>
<p>Molte altre leggi furono promosse, come ad esempio quelle sulle pari opportunità, l&#8217;assistenza ai lavoratori, la regolarizzazione di migliaia di immigrati che vivevano in Spagna da anni senza godere di nessun diritto, la tutela contro la discriminazione sul posto di lavoro, i piani di integrazione sociale per le persone transgender&#8230; Per quanto riguarda le leggi inerenti l&#8217;universo delle persone LGBT, ci impegnammo già nel nostro programma elettorale a lottare per il cambiamento. Conoscendo l&#8217;impegno di Zapatero contro la discriminazione, ho sempre saputo che la nuova legge sul matrimonio e quella sull&#8217;identità di genere sarebbero state approvate. </p>
<p><strong>Avete subito la pressione della Chiesa Cattolica? Se sì, cosa avete fatto per gestire la situazione?</strong></p>
<p>La Chiesa Cattolica ha espresso la sua opinione. In ogni caso il suo punto di vista non deve interferire nel processo democratico. Il Parlamento decide sulle questioni politiche e non considera i giudizi morali. In quanto politici, le nostre guide devono essere l&#8217;eguaglianza, la giustizia sociale e la Costituzione.</p>
<p><strong>Lei è pienamente soddisfatta della legge sui matrimoni LGBT o c&#8217;è qualcosa che è stato necessario cambiare per ragioni politiche</strong>?</p>
<p>Questa legge pone tutti i matrimoni sullo stesso livello e non lascia spazio alle discriminazioni. Per questo motivo non cambierei una virgola. Ciò che mi interessa è evitare che il PP (n.d.r. Partito Popolare &#8211; di destra) si appelli alla Corte Costituzionale per annullare questa legge.</p>
<p><strong>Dopo aver legalizzato le unioni tra persone LGBT qual è il prossimo passo? Sta lavorando ad altri progetti di legge per i cittadini LGBT?</strong></p>
<p>In qualità di coordinatore di uno dei gruppi di lavoro che compilarono il programma elettorale del PSOE nel 2008, voglio includere la possibilità di aprire un dibattito pubblico su una nuova legislazione sull&#8217;eguaglianza. D&#8217;altro canto, per quanto concerne il nostro impegno sul fronte LGBT, stiamo promuovendo in tutto il mondo il progetto di istituire la Giornata Mondiale contro l&#8217;Omofobia e la Transfobia per il 17 Maggio, con l&#8217;impegno di eliminare la transessualità dalla lista delle malattie mentali e promuovere leggi che cancellino le discriminazioni nei riguardi delle coppie lesbiche nell&#8217;ambito del diritto alla riproduzione. </p>
<p><strong>Dal punto di vista dei diritti LGBT la situazione in Italia è piuttosto tragica e l&#8217;idea di poter celebrare dei matrimoni tra persone dello stesso sesso nel nostro paese sembra ancora inconcepibile. Al momento molti politici stanno provando a far approvare una legge che introduce un&#8217;aggravante per i crimini commessi per ragioni omofobiche. Lei pensa che abbia senso promuovere una legge penale contro l&#8217;omofobia o è meglio concentrarsi sui diritti civili?</strong></p>
<p>Come dicevo prima, la Legge deve essere sempre integrale e olistica. Le società moderne sono diverse e le leggi devono adeguarsi a questa diversità. Il PSOE ritiene che la diversità sia espressione di ricchezza sociale e tutte le nostre azioni hanno il solo scopo di evitare che le differenze si tramutino in discriminazioni. Sappiamo che &#8220;eguaglianza&#8221; non significa &#8220;uniformità&#8221; e che &#8220;eguaglianza legale&#8221; non sempre vuol dire &#8220;eguaglianza reale&#8221;. Omofobia, razzismo e sessismo sono espressioni di ideologie che lottano per imporre diseguaglianza e discriminazione. Perciò credo sia necessario promuovere delle azioni per arginare l&#8217;espansione di questi fenomeni ed evitare che ottengano il consenso sociale.</p>
<p><strong>Lei è molto impegnata sul fronte dei diritti delle donne. Quali sono le azioni e le leggi promosse da lei (e in generale dal governo Zapatero) in questo ambito?</strong></p>
<p>Il presidente Zapatero ha dichiarato che l&#8217;impegno per la parità dei sessi è innanzitutto un impegno femminista. La prima legge promossa dopo la vittoria del PSOE è stata la legge contro la violenza di genere, che introduce un cambiamento qualitativo nel modo in cui viene inteso l&#8217;abuso machista.  Più tardi abbiamo introdotto la legge sull&#8217;eguaglianza tra uomini e donne, che abbraccia tutte gli ambiti in cui questa eguaglianza va promossa. Pochi giorni fa è stata approvata la nuova legge sulla salute riproduttiva e l&#8217;interruzione volontaria della gravidanza; una legge che sostituisce quella approvata 25 anni fa nel nostro paese. </p>
<p>E&#8217; una legge che finalmente riconosce alle donne la capacità di decidere autonomamente della propria maternità e che, al contempo, promuove una strategia di educazione sessuale il cui scopo è prevenire le gravidanze indesiderate. L&#8217;introduzione della prospettiva dell&#8217; &#8220;identità di genere&#8221; in tutte le azioni del nostro governo è sicuramente uno dei cambiamenti più importanti: ogni legge deve esplicitare chiaramente l&#8217;impatto che avrà sulle donne. In questo modo, ad esempio, anche la legge sull&#8217;agricoltura prevede che non ci siano mai degli svantaggi per le donne che lavorano in quel settore e lo stesso si può dire dell&#8217;esercito, del diritto d&#8217;asilo e della cooperazione internazionale.</p>
<p><strong>Lei ritiene che il governo Europeo stia facendo abbastanza per assicurare che i diritti civili delle persone LGBT siano garantiti in tutti gli stati membri?</strong></p>
<p>A livello europeo credo che ci sia bisogno di avanzare con più decisione. Sia in Parlamento che in Commissione ci sono diverse iniziative volte a combattere la discriminazione. Anche nel Consiglio dei Ministri, mi risulta. Le stesse istituzioni Europee sono un esempio di amministrazione che lotta contro le discriminazioni al suo interno e riconosce diritti e benefit ai partner di chi ne fa parte, indipendentemente dal loro orientamento sessuale. </p>
<p>Tuttavia è evidente che in alcuni stati ci siano ancora delle resistenze a parlare apertamente delle persone LGBT e ad impegnarsi affinché venga promossa un&#8217;eguaglianza reale. In un organismo come l&#8217;Unione Europea questa mancanza di un impegno comune ha fatto sì che il processo rallentasse ulteriormente. Ma questa strada è già asfaltata e non è più possibile fermare il progresso in Europa. </p>
<p><strong>Dopo cinque anni, può darci un po&#8217; di numeri sui matrimoni LGBT in Spagna e su come la società ha accolto questo cambiamento storico?</strong></p>
<p>La parte più importante della riforma del matrimonio in Spagna è quella che afferma che lo Stato non può decidere chi possiamo amare e chi no. Questo è ciò che ha reso necessaria la riforma della legge per consentire a due persone dello stesso sesso di unirsi in matrimonio. Le statistiche più recenti che abbiamo risalgono al 2009 e ci dicono che in Spagna sono stati celebrati più di 16.000 matrimoni tra persone dello stesso sesso. I sondaggi mostrano che la maggioranza degli spagnoli supporta pienamente il riconoscimento dei diritti inclusi nella legge che approvammo il 30 Giugno 2005.</p>
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		<title>Gay e lesbiche in Rete: ricerche, mercato, richiesta e offerta</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 18:09:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Ripepi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[statistica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mercato guarda all'utenza LGBT in Rete, che risulta essere più attenta di quella eterosessuale nel campo dei social network e dell'informazione indipendente. E in Italia, quando ci sveglieremo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.harrisinteractive.com/">Harris Interactive</a></strong> e <strong><a href="http://www.witeckcombs.com">Witeck-Combs Communications</a></strong> sono due società statunitensi che grazie a una <a href="http://www.witeckcombs.com/research_insights/harris_interactive.html">partnership</a> offrono ricerche statistiche sui <strong>consumatori LGBT</strong>.<br />
La prima si occupa di ricerca, la seconda offre consulenza specializzata nel campo del marketing mirato al mondo omosessuale, bisessuale e transgender.</p>
<p>L&#8217;ultima ricerca effettuata riguarda l&#8217;<strong><a href="http://www.harrisinteractive.com/NewsRoom/PressReleases/tabid/446/ctl/ReadCustom%20Default/mid/1506/ArticleId/435/Default.aspx">uso della Rete</a></strong>, e mostra come le persone LGBT mostrino più interesse nell&#8217;uso dei social network e nell&#8217;attenzione verso i blog di quelle eterosessuali.</p>
<p>Tra i <strong>lettori di blog</strong>, troviamo un 54% di persone omosessuali che dichiarano di leggerli contro il 40% tra le persone etero.</p>
<p>Il 35% del campione omosessuale legge<strong> blog a tematica LGBT</strong>,  il 53% di questo segmento li consulta settimanalmente, il 19% ogni giorno.</p>
<p>Se questi dati risultano abbastanza scontati, è interessante notare come il 36% dei lettori LGBT legga <strong>blog legati all&#8217;attualità</strong>, contro il 25% del segmento eterosessuale. Dati simili sono riscontrabili anche in altre aree di interesse, come <strong>la politica o l&#8217;intrattenimento</strong>.</p>
<p><span id="more-165"></span></p>
<p>Sui <strong>social network</strong> il segmento LGBT risulta più interessato rispetto a quello eterosessuale.<br />
<strong> Facebook</strong> risulta essere quello più utilizzato (65% sul totale), del quale il 73% dei gay e il 65% degli etero.<br />
<strong> Twitter</strong> viene utilizzato solo dal 16% del campione totale, al 29% per le persone LGBT e al 15% per quelle etero.</p>
<p>Insomma: secondo questa indagine le persone omosessuali americane sembrano avere una maggiore propensione per la vita in Rete rispetto alla comunità eterosessuale.<br />
Purtroppo non è possibile fare un raffronto con la realtà del nostro Paese, in quanto nessuno sembra essere interessato a fare statistica sul mondo LGBT.</p>
<p>Questi dati offrono alcuni spunti di riflessione su più campi.</p>
<p>La constatazione più ovvia è che le persone LGBT sentano la <strong>necessità di leggere notizie legate al mondo omosessuale</strong>, di trovare una specificità non reperibile sui media tradizionali. La stessa richiesta si può applicare alle dinamiche dei social network, aggiungendo forse una propensione maggiore alla condivisione e alla creazione di una rete personale.<br />
Probabilmente chi è abituato a cercare un&#8217;informazione specifica, non offerta dal mainstream, è più propenso ad ampliare i contesti e ad utilizzare più fonti e maggiore varietà di punti di riferimento.</p>
<p>Dobbiamo però tenere in considerazione il fatto che negli Stati Uniti esistano <strong>molti più media dedicati al mondo omosessuale</strong>. Troviamo riviste cartacee e rispettivi siti. Esistono social network dedicati e la quantità di blog informativi e personali è molto ampia rispetto alla realtà italiana.</p>
<p>In un certo senso<strong> la comunità LGBT statunitense è riuscita a utilizzare al meglio le risorse della Rete</strong>.<br />
La Rete ha reso possibile la creazione di relazioni tra le persone e la diffusione di informazioni di nicchia, dando voce anche alla nicchia nella nicchia! Qualche esempio? <strong><a href="http://www.glee.com/professional/">Glee.com</a></strong> è un social network LGBT che ha al suo interno una sezione dedicata ai professionisti; <strong><a href="http://www.olivia.com/">Olivia.com</a></strong> è invece dedicato alle lesbiche, con un particolare orientamento per l&#8217;organizzazione di viaggi.</p>
<p>Un altro punto da tener ben presente è che la ricerca citata non è stata fatta da un gruppo filantropico: <strong>è una ricerca di mercato</strong>.<br />
Negli Stati Uniti &#8211; e non solo &#8211; si sono accorti già da tempo che il segmento della popolazione LGBT rappresenta un territorio commerciale interessante, esattamente come quello rappresentato da altri gruppi minoritari.<br />
<strong> La richiesta determina l&#8217;offerta</strong>. Qualunque terra verrebbe colonizzata, se scoperta.</p>
<p>Questa ricerca, oltre a fornire degli interessanti dati sull&#8217;uso della Rete, suggerisce che <strong>il fruitore gay ha una presenza sul web attenta</strong>, e che non aspetta altro che trovare dei contenuti e dei servizi a lui dedicati.</p>
<p>Concludendo, se non lo avete già fatto, aprite un blog e usate i social network. Se quelli che ci sono non vi piacciono, create quelli di cui sentite la mancanza. E se non capite perché, rileggete l&#8217;articolo dall&#8217;inizio.</p>
<p><em>[Photo: <a href="http://www.flickr.com/photos/zabowski/2074752215/">http://www.flickr.com/photos/zabowski/2074752215/</a>]</em></p>
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		<title>Parlare agli eterosessuali (e farsi capire): due esempi</title>
		<link>http://www.campmagazine.it/2010/07/parlare-agli-eterosessuali-e-farsi-capire-due-esempi/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 09:25:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia Iacolare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[make homosexuals marry]]></category>
		<category><![CDATA[marriage equality]]></category>
		<category><![CDATA[no proposition 8]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando il movimento LGBT parla al mondo eterosessuale lo fa per promuovere la tolleranza, non la parità dei diritti. Che tipo di linguaggio dobbiamo adottare per comunicare con quella parte della società che gode di tutti i diritti civili?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quasi tutte le campagne pro LGBT promosse negli ultimi 30 anni hanno un comune denominatore: l&#8217;incapacità di suscitare empatia nelle persone eterosessuali. Si tratta di un problema che è ancora ampiamente sottovalutato, con il risultato che le battaglie per i diritti civili delle persone LGBT vengono generalmente considerate delle <em>pretese</em>. </p>
<p>Il movimento LGBT non viene visto come un vento che porta benefici a tutta la società, bensì come una minaccia alla società stessa e alle sue fondamenta culturali. La mancata apertura del movimento LGBT e la sua indisponibilità a comunicare al di fuori del movimento stesso, lo hanno portato a peccare spesso di autoreferenzialità. Ci sarebbe poi da ridire sull&#8217;efficacia della comunicazione all&#8217;interno del movimento stesso&#8230; ma questo è un altro discorso.</p>
<p>Negli ultimi mesi sono venuta a conoscenza dell&#8217;esistenza di due campagne che hanno fatto degli esperimenti interessanti in tal senso, riuscendo a coniugare un linguaggio moderno con dei contenuti &#8220;hetero-friendly&#8221;, ovvero confezionati in modo tale da risultare digeribili ad un pubblico che non sia solo quello LGBT. Credo che questi due esempi possano offrire spunti interessanti a chi si appresta a lavorare alla prossima campagna <em>contro</em> l&#8217;omofobia (che &#8211; francamente &#8211; preferirei si chiamasse &#8220;campagna <em>per</em> i diritti delle persone LGBT&#8221;). </p>
<p>Ecco i due video che presentano le campagne. Prima di guardarli vi chiedo di non soffermarvi solo sul loro contenuto: osservate attentamente anche i toni, i colori e i suoni che contengono. Vi accorgerete della differenza.</p>
<p><span id="more-159"></span></p>
<p><strong>Devin &#038; Glenn: Overturn Prop 8 and Make Homosexuals Marry</strong></p>
<p><object width="440" height="270"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Vx_MpRP39as&amp;hl=en_US&amp;fs=1?rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;hd=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Vx_MpRP39as&amp;hl=en_US&amp;fs=1?rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="440" height="270"></embed></object></p>
<p>In questo video molto simpatico promosso da <a href="http://www.makehomosexualsmarry.org">Make Homosexuals Marry</a> assistiamo all&#8217;incontro tra due omosessuali ebrei, Devin e Glenn, che si sposano e mettono su famiglia. La loro vita di coppia è simile a quella di tante altre persone che, dopo un inizio scoppiettante, si trovano ad essere vittime dell&#8217;entropia generata dal matrimonio. Il video si chiude con un messaggio ironico e forte: &#8220;<em>Se non approvi lo stile di vita degli omosessuali, dì NO alla <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/California_Proposition_8_(2008)">Proposition 8</a> e permetti loro di sposarsi come tutti noi</em>&#8220;. Piccole stravaganze a parte, è quasi impossibile, per un eterosessuale, non riconoscersi in questi due personaggi. Certo, ci sono delle importanti differenze da evidenziare (es. i due gay hanno un cane, non un bambino) ma in generale il video funziona e fa il suo dovere.</p>
<p><strong>Sinead&#8217;s Hand</strong></p>
<p><object width="440" height="270"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/6ULdaSrYGLQ&amp;hl=en_US&amp;fs=1?rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;hd=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/6ULdaSrYGLQ&amp;hl=en_US&amp;fs=1?rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="440" height="270"></embed></object></p>
<p>Questo video è stato realizzato da <a href="http://www.marriagequality.ie">Marriage Equality</a>, un&#8217;iniziativa promossa per legalizzare il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Recognition_of_same-sex_unions_in_Ireland">matrimonio civile per le persone LGBT in Irlanda</a>. Il protagonista va in giro per l&#8217;Irlanda perché deve chiedere a tutti gli irlandesi il permesso di sposare Sinead, la sua fidanzata. Nel video non sono presenti personaggi LGBT perché l&#8217;obiettivo è fare in modo che le persone eterosessuali possano calarsi per un momento nei panni delle persone omosessuali e capire quali sono le discriminazioni che queste ultime subiscono nel momento in cui viene negato loro il diritto di compiere delle scelte importanti. &#8220;<em>I&#8217;d like to ask for Sinead&#8217;s hand in marriage, please?</em>&#8220;. Una frase semplice che &#8211; ripetuta quattro milioni di volte &#8211; diventa pesante come un macigno.</p>
<p><strong>E qui veniamo al punto:</strong> è impossibile &#8211; se non inconcepibile &#8211; pretendere che il riconoscimento dei diritti alle persone LGBT avvenga senza il sostegno della maggioranza della popolazione, ovvero delle persone eterosessuali. E questo non significa annullare le nostre identità LGBT, bensì fortificarle. E&#8217; a queste persone che dobbiamo parlare. </p>
<p>Qual è, dunque, il linguaggio da utilizzare e, soprattutto, che messaggio vogliamo inviare ai nostri familiari, amici e colleghi?</p>
<p>Non si tratta di chiedere alle persone eterosessuali di <em>tollerare</em> quelle omosessuali, solo perché un giorno potrebbero trovarsi ad essere <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Q87ccko0XCo">operate d&#8217;urgenza da un medico frocio</a> (quindi, per carità, facciamoci i fatti nostri che è meglio&#8230;). Si tratta, piuttosto, di far comprendere alle persone eterosessuali che <strong>le differenze tra il mondo etero e quello gay esistono solo perché è la legge ad imporle, non la natura.</strong> E quella legge va cambiata, perché una società in cui ci sono cittadini di serie A e di serie B non può essere considerata civile. </p>
<p>Per comunicare tutto ciò agli eterosessuali dobbiamo utilizzare una grammatica comprensibile: quella della loro quotidianetà, dei loro sogni, dei loro desideri, delle loro paure. Perché quella grammatica appartiene anche a noi: la differenza è che non ci è ancora permesso di utilizzarla. Dobbiamo aiutarli ad immaginare una realtà che loro non vedono ma che noi persone LGBT visualizziamo tutti i giorni nella nostra testa. E&#8217; questa la vera sfida, secondo me.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>New York Pride 2010: non solo orgoglio, ma orgoglio GAY</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 10:43:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>milus</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunità]]></category>
		<category><![CDATA[New York Pride 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Pride]]></category>

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		<description><![CDATA[Quarant'anni fa inizio tutto da lì, con i moti di Stonewall. Organizzati, festosi, ma consapevoli di dover lottare ancora. Senza aver paura di finire etichettati (come in Italia)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno, per la prima volta, ho partecipato a un <strong>Gay Pride</strong> fuori dai confini nazionali. La meta è d&#8217;eccezione: <strong>New York</strong>, capitale del <em>&#8220;tutto è possibile&#8221;</em> e origine della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Moti_di_Stonewall">storica ribellione di <strong>Stonewall</strong></a>.</p>
<p>Le aspettative erano tante, con la curiosità di vedere &#8211; a distanza di 40 anni dal Pride numero 1 &#8211; cosa riuscissero a organizzare <em>sti americani</em>.</p>
<p>Il concentramento era previsto per le ore 12 sulla <strong>5th Avenue</strong> all&#8217;altezza della 50esima strada: negli anni scorsi la partenza era più su, vicino a <strong>Central Park</strong>, ma la crisi si sente anche qua e non ci sono stati abbastanza soldi per pagare il servizio di polizia per un tratto di strada più lungo.</p>
<p>Dopo aver mangiato qualcosa, verso le 12 e 30 mi sono diretto verso il corteo. Sulla strada ho incontrato le prime persone con bandierine arcobaleno e <strong>ventagli sponsorizzati</strong>: oggi a New York ci sono 34 gradi e un tasso di umidità prossimo al 100%… qualsiasi sistema per abbassare la temperatura è lecito.</p>
<p><span id="more-143"></span><div id="attachment_145" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><a rel="attachment wp-att-145" href="http://www.campmagazine.it/2010/07/new-york-pride-2010-non-solo-orgoglio-ma-orgoglio-gay/new-york-pride-2/"><img class="size-medium wp-image-145" title="La folla attorno al corteo" src="http://www.campmagazine.it/wp-content/uploads/2010/07/new-york-pride-2-500x331.jpg" alt="La folla attorno al coerto - Credits: Milus" width="500" height="331" /></a><p class="wp-caption-text">La folla attorno al corteo - Credits: Milus</p></div></p>
<p>Mi tiene compagnia mia sorella: vediamo il primo gruppo in attesa di sfilare, cerchiamo di raggiungerli ma veniamo subito bloccati da un poliziotto. <em>&#8220;Siete qui per il Gay Pride?&#8221;</em>, <em>&#8220;Sì&#8221;</em>, <em>&#8220;Ok allora potete passare&#8221;</em>. Non sappiamo in realtà che siamo finiti in mezzo ad uno dei gruppi autorizzati per la parata.</p>
<p>Ce ne accorgiamo solo quando finiamo sulla Quinta strada e vediamo che è tutta <strong>transennata</strong> e la maggior parte delle persone (anche gay) assistono da fuori.</p>
<p>Ops.</p>
<p><strong>Ecco, il Pride newyorchese è così: organizzatissimo</strong>. Come tutte le parate che storicamente percorrono le strade della Grande Mela. Tutti i gruppi devono essere registrati per poter sfilare, non ci sono eccezioni… tranne forse qualche infiltrato (come noi) che è capitato in mezzo per sbaglio.</p>
<p>L&#8217;atmosfera vista dall&#8217;interno è incredibile. Cammini in mezzo alla strada e tutto intorno vedi bandierine colorate e persone che ti sorridono e ti salutano. Non so quante siano: le stime sono di <strong>più di un milione di persone</strong>, ma considerando i tanti turisti che si aggregano alla festa il numero forse è riduttivo.</p>
<p>I partecipanti registrati al corteo sono i più disparati: i <strong>grandi magazzini Macy&#8217;s</strong>, la catena di alberghi W, molte banche, <strong>tantissime chiese(!)</strong> e più di un senatore a caccia del voto del popolo gay.</p>
<p>E poi gli <strong>orsi</strong> sul camion dei pompieri, le associazioni <strong>lesbiche</strong>, quelle <strong>universitarie</strong>, le varie comunità gay presenti a NY (su tutti quella brasiliana con costumi spettacolari, degni del carnevale di Rio) e chi più ne ha più ne metta.</p>
<p>Lungo la strada ci sono alcuni presentatori che annunciano il gruppo successivo. Il traffico è tale che tutto è scandito al secondo. Non si può rimanere indietro altrimenti la parata finirebbe a mezzanotte e invece alle 4 pm bisogna arrivare al Greenwich Village da dove tutto è partito.</p>
<p>Tutto scorre e noi scorriamo col flusso di gente finchè non troviamo un punto che ci permette di uscire dal corteo e mescolarci con la folla festante. Il caldo è troppo, ci fermiamo a bere qualcosa e viviamo il Gay Pride da fuori.</p>
<div id="attachment_146" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><a rel="attachment wp-att-146" href="http://www.campmagazine.it/2010/07/new-york-pride-2010-non-solo-orgoglio-ma-orgoglio-gay/new-york-pride-3/"><img class="size-medium wp-image-146" title="Il carro degli orsi al New York Pride - Credits: Milus" src="http://www.campmagazine.it/wp-content/uploads/2010/07/new-york-pride-3-500x328.jpg" alt="Il carro degli orsi al New York Pride - Credits: Milus" width="500" height="328" /></a><p class="wp-caption-text">Il carro degli orsi al New York Pride - Credits: Milus</p></div>
<p>Cosa dire, insomma, di questo Gay Pride newyorchese? Beh, <strong>gli USA sono sempre avanti</strong>. Alcuni editoriali su riviste <em>&#8220;Free press&#8221;</em> si chiedevano se a distanza di 40 anni ci fosse ancora bisogno di <strong>manifestare l&#8217;orgoglio gay</strong>. La risposta che si sono dati è stata &#8220;sì&#8221;.</p>
<p>Sì, perché nonostante la libertà che si respira nella Grande Mela il matrimonio tra gay non è ancora consentito, non è permesso immigrare portando il proprio compagno o la propria compagna, le assicurazioni storcono ancora il naso quando scoprono che l&#8217;assicurato è gay…</p>
<p>E il mio pensiero è andato subito alla<strong> situazione italiana</strong>, per certi versi simile, per altri completamente diversa. Nel nostro Paese i politici rifuggono il Pride, la Chiesa anziché sfilare al nostro fianco ci condanna solamente e sul posto di lavoro si tace per paura delle ritorsioni e dell&#8217;ignoranza della gente.</p>
<p>Quando anche da noi, magari nel marasma più totale dei <a href="http://www.campmagazine.it/2010/06/tlgb-milano-pride-2010-il-pride-delle-assenze/">cortei disorganizzati nostrani</a> (forse più divertenti), <a href="http://www.campmagazine.it/2010/06/depressione-post-pride-milano-e-zurigo-quellabisso-fra-due-realta/">vedremo il gruppo di <strong>dipendenti gay della tal banca</strong> o del tale supermercato</a> a fianco di qualche politico o di qualche prete?</p>
<p>Quando anche noi parleremo di <em><strong>GAY</strong></em> <strong>Pride</strong> come fanno negli USA e non di <em>Pride</em> (dove quasi per timidezza omettiamo la prima parte)?</p>
<p><strong>L&#8217;orgoglio serve.</strong> Serve ancora e servirà sempre. Serve orgoglio e coraggio per cambiare le cose. Il tempo sarà dalla nostra parte, se è vero come è vero che tutto quello che passa oltreoceano arriva nel bene e nel male anche da noi. <strong>E poi qualcosa si muove anche in Europa, no?</strong></p>

<a href='http://www.campmagazine.it/2010/07/new-york-pride-2010-non-solo-orgoglio-ma-orgoglio-gay/new-york-pride-1/' title='new-york-pride-1'><img width="215" height="215" src="http://www.campmagazine.it/wp-content/uploads/2010/07/new-york-pride-1-215x215.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="new-york-pride-1" title="new-york-pride-1" /></a>
<a href='http://www.campmagazine.it/2010/07/new-york-pride-2010-non-solo-orgoglio-ma-orgoglio-gay/new-york-pride-2/' title='La folla attorno al corteo'><img width="215" height="215" src="http://www.campmagazine.it/wp-content/uploads/2010/07/new-york-pride-2-215x215.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="La folla attorno al coerto - Credits: Milus" title="La folla attorno al corteo" /></a>
<a href='http://www.campmagazine.it/2010/07/new-york-pride-2010-non-solo-orgoglio-ma-orgoglio-gay/new-york-pride-3/' title='Il carro degli orsi al New York Pride - Credits: Milus'><img width="215" height="215" src="http://www.campmagazine.it/wp-content/uploads/2010/07/new-york-pride-3-215x215.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Il carro degli orsi al New York Pride - Credits: Milus" title="Il carro degli orsi al New York Pride - Credits: Milus" /></a>
<a href='http://www.campmagazine.it/2010/07/new-york-pride-2010-non-solo-orgoglio-ma-orgoglio-gay/new-york-pride-3-2/' title='new-york-pride-3'><img width="215" height="215" src="http://www.campmagazine.it/wp-content/uploads/2010/07/new-york-pride-31-215x215.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="new-york-pride-3" title="new-york-pride-3" /></a>
<a href='http://www.campmagazine.it/2010/07/new-york-pride-2010-non-solo-orgoglio-ma-orgoglio-gay/new-york-pride-4/' title='new-york-pride-4'><img width="215" height="215" src="http://www.campmagazine.it/wp-content/uploads/2010/07/new-york-pride-4-215x215.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="new-york-pride-4" title="new-york-pride-4" /></a>
<a href='http://www.campmagazine.it/2010/07/new-york-pride-2010-non-solo-orgoglio-ma-orgoglio-gay/new-york-pride-5/' title='new-york-pride-5'><img width="215" height="215" src="http://www.campmagazine.it/wp-content/uploads/2010/07/new-york-pride-5-215x215.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="new-york-pride-5" title="new-york-pride-5" /></a>
<a href='http://www.campmagazine.it/2010/07/new-york-pride-2010-non-solo-orgoglio-ma-orgoglio-gay/new-york-pride-6/' title='new-york-pride-6'><img width="215" height="215" src="http://www.campmagazine.it/wp-content/uploads/2010/07/new-york-pride-6-215x215.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="new-york-pride-6" title="new-york-pride-6" /></a>
<a href='http://www.campmagazine.it/2010/07/new-york-pride-2010-non-solo-orgoglio-ma-orgoglio-gay/new-york-pride-7/' title='new-york-pride-7'><img width="215" height="215" src="http://www.campmagazine.it/wp-content/uploads/2010/07/new-york-pride-7-215x215.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="new-york-pride-7" title="new-york-pride-7" /></a>
<a href='http://www.campmagazine.it/2010/07/new-york-pride-2010-non-solo-orgoglio-ma-orgoglio-gay/new-york-pride-8/' title='new-york-pride-8'><img width="215" height="215" src="http://www.campmagazine.it/wp-content/uploads/2010/07/new-york-pride-8-215x215.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="new-york-pride-8" title="new-york-pride-8" /></a>
<a href='http://www.campmagazine.it/2010/07/new-york-pride-2010-non-solo-orgoglio-ma-orgoglio-gay/new-york-pride-9/' title='new-york-pride-9'><img width="215" height="215" src="http://www.campmagazine.it/wp-content/uploads/2010/07/new-york-pride-9-215x215.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="new-york-pride-9" title="new-york-pride-9" /></a>
<a href='http://www.campmagazine.it/2010/07/new-york-pride-2010-non-solo-orgoglio-ma-orgoglio-gay/new-york-pride-10/' title='new-york-pride-10'><img width="215" height="215" src="http://www.campmagazine.it/wp-content/uploads/2010/07/new-york-pride-10-215x215.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="new-york-pride-10" title="new-york-pride-10" /></a>
<a href='http://www.campmagazine.it/2010/07/new-york-pride-2010-non-solo-orgoglio-ma-orgoglio-gay/new-york-pride-11/' title='new-york-pride-11'><img width="215" height="215" src="http://www.campmagazine.it/wp-content/uploads/2010/07/new-york-pride-11-215x215.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="new-york-pride-11" title="new-york-pride-11" /></a>
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<a href='http://www.campmagazine.it/2010/07/new-york-pride-2010-non-solo-orgoglio-ma-orgoglio-gay/new-york-pride-13/' title='new-york-pride-13'><img width="215" height="215" src="http://www.campmagazine.it/wp-content/uploads/2010/07/new-york-pride-13-215x215.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="new-york-pride-13" title="new-york-pride-13" /></a>
<a href='http://www.campmagazine.it/2010/07/new-york-pride-2010-non-solo-orgoglio-ma-orgoglio-gay/new-york-pride-15/' title='new-york-pride-15'><img width="215" height="215" src="http://www.campmagazine.it/wp-content/uploads/2010/07/new-york-pride-15-215x215.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="new-york-pride-15" title="new-york-pride-15" /></a>

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		<title>Current produce due reportage sul mondo LGBT</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 10:58:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia Iacolare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[current]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie omosessuali]]></category>
		<category><![CDATA[omogenitorialità]]></category>

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		<description><![CDATA[Su Current (SKY 130) vanno in onda due inchieste sul mondo LGBT. Un viaggio nel Vecchio Continente che parte dall'omofoba Romania, attraversa un'Italia ipocrita e si conclude in Olanda, il "paradiso" dei diritti civili in Europa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il canale televisivo <a href="http://www.current.it">Current</a> &#8211; che trasmette su Sky 130 &#8211; ha recentemente dedicato ben due puntate del programma &#8220;<a href="http://current.com/shows/vanguard-it/">Vanguard</a>&#8221; al mondo LGBT. La settimana scorsa è stato trasmesso il reportage &#8220;<a href="http://current.com/shows/vanguard-it/92519609_corpi-violati.htm">Corpi Violati</a>&#8220;, un viaggio in Romania per raccontare l&#8217;omofobia (e le sue tragiche conseguenze) nel cuore dell&#8217;Europa dell&#8217;Est. Ieri sera, invece, è andato in onda il reportage &#8220;<a href="http://current.com/shows/vanguard-it/92531216_figli-dei-gay.htm">Figli dei Gay</a>&#8220;, nel quale si racconta la vita di due famiglie omosessuali in Olanda, con una parentesi sull&#8217;Italia. Due ore di televisione interamente dedicate al racconto della vita, dei sogni e dei problemi della comunità LGBT in Italia e in Europa. </p>
<p>Qui di seguito potete vedere gli episodi integrali e, se volete, condividerli con i vostri contatti:</p>
<p><span id="more-135"></span></p>
<p><strong>Corpi Violati</strong></p>
<p><object width="400" height="320" id="ce_92519609"><param name="movie" value="http://current.com/e/92519609/it_IT"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><param name="allowfullscreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://current.com/e/92519609/it_IT" width="400" height="320" wmode="transparent" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" ></embed></object></p>
<p><strong>Figli dei Gay</strong></p>
<p><object width="400" height="320" id="ce_92531216"><param name="movie" value="http://current.com/e/92531216/it_IT"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><param name="allowfullscreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://current.com/e/92531216/it_IT" width="400" height="320" wmode="transparent" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" ></embed></object></p>
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