Questo post avrebbe dovuto essere, per concezione, un post fotografico. Una gallery di immagini per raccontare questo pride milanese, TLGB Pride Milano, il primo della nuova stagione di cortei del 2010.
Non è andata così, nonostante una macchina fotografica ce l’avessi dietro, e nonostante sembrava ci fossero più fotografi che omosessuali.
Perché? Perché questo Pride non è riuscito a dare alcuno stimolo: poca partecipazione, poco trasporto, poca voglia, molta apparenza e poca sostanza. In pratica, un Pride senza cuore.





Il Pegaso d’oro di Arcigay e tutto il vuoto intorno
Citando Arcigay
Lo scopo del premio dovrebbe dunque essere la valorizzazione: tu hai fatto qualcosa di bello e noi ti premiamo. Come nel caso di tutti i premi esistenti al mondo, la gente dovrebbe metaforicamente fare a botte per ottenerli.
Il 2009 è stato l’anno di Simona Ventura, grazie all‘Isola dei famosi. Il premio speciale Pegaso Arcobaleno era stato invece assegnato a Vladimir Luxuria, vincitrice del reality show sopraccitato.
Quest’anno è il turno di Iva Zanicchi, che ha interpretato il ruolo di una mamma con un figlio gay nella serie Caterina e le sue figlie. Il Pegaso Arcobaleno si è estinto in favore di una tessera onoraria di Arcigay per Lella Costa, madrina del Pride di Genova.
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