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Pegaso

Il Pegaso d’oro di Arcigay e tutto il vuoto intorno

Citando Arcigay

Il Pegaso d’oro, istituito nel 2009, è attribuito ad una personalità del mondo dello spettacolo che si è contraddistinta per il sostegno della dignità delle persone omosessuali, bisessuali e transgender e la vicinanza alla comunità gay italiana.

Lo scopo del premio dovrebbe dunque essere la valorizzazione: tu hai fatto qualcosa di bello e noi ti premiamo. Come nel caso di tutti i premi esistenti al mondo, la gente dovrebbe metaforicamente fare a botte per ottenerli.
Il 2009 è stato l’anno di Simona Ventura, grazie all‘Isola dei famosi. Il premio speciale Pegaso Arcobaleno era stato invece assegnato a Vladimir Luxuria, vincitrice del reality show sopraccitato.

Quest’anno è il turno di Iva Zanicchi, che ha interpretato il ruolo di una mamma con un figlio gay nella serie Caterina e le sue figlie. Il Pegaso Arcobaleno si è estinto in favore di una tessera onoraria di Arcigay per Lella Costa, madrina del Pride di Genova.
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TLGB Pride 2010 Milano

TLGB Milano Pride 2010, il Pride delle assenze

Questo post avrebbe dovuto essere, per concezione, un post fotografico. Una gallery di immagini per raccontare questo pride milanese, TLGB Pride Milano, il primo della nuova stagione di cortei del 2010.

Non è andata così, nonostante una macchina fotografica ce l’avessi dietro, e nonostante sembrava ci fossero più fotografi che omosessuali.

Perché? Perché questo Pride non è riuscito a dare alcuno stimolo: poca partecipazione, poco trasporto, poca voglia, molta apparenza e poca sostanza. In pratica, un Pride senza cuore.

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diversità

I gay perbene vanno in Paradiso

Sono stanca di sentirmi dire non solo cosa dovrei fare, ma anche come dovrei essere per risultare credibile.
Prima c’era il mondo eterosessuale filocattolico, il modello perbene.
Ora c’è il modello omosessuale impegnato, quello che ti insegna come dev’essere un gay, anch’esso perbene.

Il movimento LGBTQ cerca – a ragione – il riconoscimento legale delle proprie coppie e il rispetto dal mondo eterosessuale, ma spesso non sembra voler accettare le mille sfumature della propria comunità, come se una cosa escludesse l’altra.
Puoi essere omosessuale ma non come vuoi tu, altrimenti sei un nemico sociale. Perché si sa, essere gay significa farsi portavoce di un’intero gruppo.

Al posto di valorizzare il diritto alla diversità si dice che le checche isteriche in tv rovinano l’immagine dei gay, che al Pride non dovrebbero far sfilare le trans, bisognerebbe tutti vestirsi in abiti da ufficio, che non si può fare promozione di una vita sessuale promiscua. Perché non sta bene. Non verremo mai ascoltati in piume di struzzo.

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