Donne potenti, donne lesbiche? Televisione e diffamazione: gli strani casi di De Filippi e Winfrey

C’è uno strano filo che unisce le due grandi regine del talk-show televisivo italiano e statunitense, Maria de Filippi e Oprah Winfrey.

Un filo che ruota attorno al loro (stra)potere televisivo e che gravita attorno a una “accusa” che passa di bocca in bocca da anni: quella del lesbismo.

Maria de Filippi è lesbica? No, a quanto pare. Nonostante le voci. E alla conduttrice tocca smentire periodicamente questa voce. Stessa cosa per Oprah Winfrey, che proprio quest’oggi ha rilasciato una intervista alla ABC rispondendo alle accuse di omosessualità.

Perché di accuse si tratta: un’arma per cercare di arginare due donne di successo, con una etichetta considerata da molti – purtroppo – ancora come un’infamia.

Un retaggio maschilista: che una donna sia forte e potente è inaccettabile; se lo sono, allora, devono essere un po’ “uomo”.

Con questa voce la De Filippi deve combattere da anni, fin dai tempi del suo straordinario successo con Amici (la prima versione, quella senza canzoni e balletti). Di volta in volta le sono state attribuite relazioni clandestine con donne Mediaset, che secondo le malelingue avrebbero goduto di raccomandazioni che ne avrebbero favorito il successo.

L’ultima accusa arriva – tu quoque – da una sua protetta, concorrente dell’ottava edizione di Amici (la stessa di Alessandra Amoroso): Martina Stavolo, che per candidarsi a Sanremo aveva proposto una canzone dall’illuminante titolo “Ma quali amici”. Con un testo che parla chiaro:

Ma quale Amici, se le tue promesse sono solo inganni, se hai bruciato tutto il bianco dei miei sogni. Dopo tutto quello che c’è stato, ti vedo come un angelo venuto dall’inferno: le promesse di una strega fanno gola alla tua idea e puoi ritrovarti a letto con Maria.

Un testo che ha scatenato il chiacchiericcio della Rete e che ha assicurato un quarto d’ora di notorietà alla Stavolo, fino alla decisione di mamma RAI di ritirare la canzone da quelle ascoltabili sul sito di Sanremo 2011 per i suoi contenuti diffamatori.

Diversa (ma simile) la storia di Oprah Winfrey, contro cui puntano il dito le riviste di gossip americane per il suo rapporto con Gayle King – giornalista della sua rivista O, The Oprah Magazine.

Una donna che la Winfrey non nega di apprezzare profondamente:

Non conosco una persona migliore di lei. Lei è la madre che non ho mai avuto, la sorella che tutti vorrebbero avere. L’amica che tutti meriterebbero di trovarsi a fianco.

Un rapporto di profonda stima, e amicizia reciproca, che la gente si è affettata a trasformare in relazione amorosa. E adulterina, visto che Oprah Winfrey è una donna sposata.

Intervistata da Barbara Walters, volto storico di ABC, Oprah ha dovuto allora negare ufficialmente.

Sottolineando anche che, se lesbica fosse stata, non avrebbe avuto alcun problema a dichiararlo.

Certo: una frase tirata fuori dal cilindo sempre, in queste occasioni. Ma considerato l’appoggio della Winfrey agli omosessuali, non una frase di circostanza.

La verità allora è un’altra, forse: le donne potenti fanno paura. Tanta. E devono essere neturalizzate: anche a costo di diffamazioni e calunnie.

E in tutto questo, chi ne esce con le ossa più rotte sono forse le lesbiche, che ancora vengono usate come termine di paragone negativo.

Ma ancora: che la De Filippi o la Winfrey siano lesbiche, a noi non è dato saperlo. Né diffondere voci sul loro conto, avallando un outing che – potenzialmente – non ha alcuna base.

Eppure in Rete molti hanno fatto l’opposto. E se al posto della De Filippi ci fossero stati loro?

(Foto: Flickr)

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