Gay e lesbiche in Rete: ricerche, mercato, richiesta e offerta

Harris Interactive e Witeck-Combs Communications sono due società statunitensi che grazie a una partnership offrono ricerche statistiche sui consumatori LGBT.
La prima si occupa di ricerca, la seconda offre consulenza specializzata nel campo del marketing mirato al mondo omosessuale, bisessuale e transgender.

L’ultima ricerca effettuata riguarda l’uso della Rete, e mostra come le persone LGBT mostrino più interesse nell’uso dei social network e nell’attenzione verso i blog di quelle eterosessuali.

Tra i lettori di blog, troviamo un 54% di persone omosessuali che dichiarano di leggerli contro il 40% tra le persone etero.

Il 35% del campione omosessuale legge blog a tematica LGBT,  il 53% di questo segmento li consulta settimanalmente, il 19% ogni giorno.

Se questi dati risultano abbastanza scontati, è interessante notare come il 36% dei lettori LGBT legga blog legati all’attualità, contro il 25% del segmento eterosessuale. Dati simili sono riscontrabili anche in altre aree di interesse, come la politica o l’intrattenimento.

Sui social network il segmento LGBT risulta più interessato rispetto a quello eterosessuale.
Facebook risulta essere quello più utilizzato (65% sul totale), del quale il 73% dei gay e il 65% degli etero.
Twitter viene utilizzato solo dal 16% del campione totale, al 29% per le persone LGBT e al 15% per quelle etero.

Insomma: secondo questa indagine le persone omosessuali americane sembrano avere una maggiore propensione per la vita in Rete rispetto alla comunità eterosessuale.
Purtroppo non è possibile fare un raffronto con la realtà del nostro Paese, in quanto nessuno sembra essere interessato a fare statistica sul mondo LGBT.

Questi dati offrono alcuni spunti di riflessione su più campi.

La constatazione più ovvia è che le persone LGBT sentano la necessità di leggere notizie legate al mondo omosessuale, di trovare una specificità non reperibile sui media tradizionali. La stessa richiesta si può applicare alle dinamiche dei social network, aggiungendo forse una propensione maggiore alla condivisione e alla creazione di una rete personale.
Probabilmente chi è abituato a cercare un’informazione specifica, non offerta dal mainstream, è più propenso ad ampliare i contesti e ad utilizzare più fonti e maggiore varietà di punti di riferimento.

Dobbiamo però tenere in considerazione il fatto che negli Stati Uniti esistano molti più media dedicati al mondo omosessuale. Troviamo riviste cartacee e rispettivi siti. Esistono social network dedicati e la quantità di blog informativi e personali è molto ampia rispetto alla realtà italiana.

In un certo senso la comunità LGBT statunitense è riuscita a utilizzare al meglio le risorse della Rete.
La Rete ha reso possibile la creazione di relazioni tra le persone e la diffusione di informazioni di nicchia, dando voce anche alla nicchia nella nicchia! Qualche esempio? Glee.com è un social network LGBT che ha al suo interno una sezione dedicata ai professionisti; Olivia.com è invece dedicato alle lesbiche, con un particolare orientamento per l’organizzazione di viaggi.

Un altro punto da tener ben presente è che la ricerca citata non è stata fatta da un gruppo filantropico: è una ricerca di mercato.
Negli Stati Uniti – e non solo – si sono accorti già da tempo che il segmento della popolazione LGBT rappresenta un territorio commerciale interessante, esattamente come quello rappresentato da altri gruppi minoritari.
La richiesta determina l’offerta. Qualunque terra verrebbe colonizzata, se scoperta.

Questa ricerca, oltre a fornire degli interessanti dati sull’uso della Rete, suggerisce che il fruitore gay ha una presenza sul web attenta, e che non aspetta altro che trovare dei contenuti e dei servizi a lui dedicati.

Concludendo, se non lo avete già fatto, aprite un blog e usate i social network. Se quelli che ci sono non vi piacciono, create quelli di cui sentite la mancanza. E se non capite perché, rileggete l’articolo dall’inizio.

[Photo: http://www.flickr.com/photos/zabowski/2074752215/]

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