Roma Pride 2010, il video: quando sono i gay stessi a prenderci in giro

Quando si dice “promozione d’impatto”, non c’è che dire.

Nonostante le faide e le diatribe, i veti incrociati, gli insulti più o meno velati fra i protagonisti delle associazioni, avevate ancora voglia di partecipare al Pride di Roma del 2010?

Niente paura: ci pensa il video promozionale ufficiale a farvi passare ogni stimolo alla partecipazione. Caricato giusto ieri sul canale di Youtube del RomaPride2010, il video è un tale concetrato di pressapochismo, luoghi comuni e autodiscriminazioni da essere non solo completamente inefficace, ma addirittura offensivo.


Il video potete, purtroppo, vederlo qui sopra. E se il video promozionale del Pride nazionale a Napoli poteva suscitare pareri contrastanti (e anche benevoli, sì), su questo… prodotto… il giudizio credo possa essere unanime: brutto. Brutto e – come già detto, e non ci stancheremo di ripeterlo – offensivo.

“Wrong in so many ways”, direbbero gli americani: sbagliati per mille motivi.

Per l’immagine che danno degli omosessuali stessi, in primo luogo. In una rapida carrellata, troviamo: Amici di Maria de Filippi e contemporaneamente Nip/Tuck, Platinette, la bandiera arcobaleno come copridivano (?), la ceretta, le flessioni fatte da un mingherlino, Will & Grace, i quadri di Marilyn e Audrey Hepburn, la pop-art, gli oggetti di design, il tristissimo divano Ikea, il piumino con le piume di struzzo.

Una masnada di luoghi comuni che è aberrante, se a trasmetterla sono gli stessi omosessuali.

Ma poi, ancora, perché? Qual è lo scopo di questo video, a chi è indirizzato? Agli omosessuali più frivoli? Alle checche? Peccato siano spesso proprio loro – o noi? Perché dovremmo avallare questa discriminazione interna? – a partecipare alle manifestazioni. E a essere in prima fila.

Se defezioni ci sono, sono da ascrivere semmai a quegli omosessuali che si considerano “troppo seri per il GayPride”, quelli per cui “il GayPride è una baracconata”.

E allora, ecco un nuovo errore, questa volta più profondo, comunicativo: l’incapacità di conoscere la stessa comunità che dovrebbero invitare a partecipare, l’incapacità di sapere a chi indirizzare il messaggio pro-Pride.

Terribile, davvero. E infatti le reazioni inviperite della comunità omosessuale non stanno tardando ad arrivare, nonostante i commenti al video su Youtube siano chiusi: su Facebook, sul profilo del RomaPride, si susseguono commenti fortemente negativi al video.

Un video, insomma, incomprensibile. Era necessario farlo, alla luce dei risultati? Toccava farlo perché era stato girato un video promozionale per il Pride di Napoli? O c’era il contatto con la doppiatrice di Will&Grace, e in qualche (terribile) modo andava sfruttato?

Sono risposte che ci possono dare solo gli organizzatori della manifestazione romana e gli autori di questo video.

A noi – come persone, come omosessuali, come persone che lottano per i propri diritti e contro la discriminazione – resta soltanto la sensazione di esser stati presi in giro. Pesantemente.

13 pensieri su “Roma Pride 2010, il video: quando sono i gay stessi a prenderci in giro”

  1. E gli organizzatori, che dicono?

    “Portemo fare poca pubblicità, perché non abbiamo molti fondi”

    Se questi sono i risultati, i soldi se li potevano risparmiare. Ma qui, purtroppo, non è neppure una questione di fondi: è proprio il concetto dietro al video a essere sbagliato. Profondamente sbagliato.

  2. C’è poco da aggiungere a quanto hai già scritto. E’ un video di una bruttezza rara, sia nei contenuti che nell’estetica. Non trasmette assolutamente niente. Se il nulla si potesse concentrare o agglomerare in qualche modo, questo sarebbe il risultato.

  3. Provo ad esser costruttivo. Mi pare che il messaggio in soldoni sia “non fare il frocio orgoglioso in casa, fallo anche in strada”.
    L’amatorialità e la totale mancanza di professionalità spiegano perchè il claim non sottolinei il messaggio bensì si perda in giochi di parole dalla dubbia ironia. Mi dispiace che si sia peccato di ingenuità, lo spot di un Pride non è cosetta da poco, visto l’attenzione che ricevono i viralvideo sui social network e soprattutto perchè il messaggio di un movimento politico non puo’ e non deve essere ingenuo.
    Io per essere un minimo costruttivo darei qualche consiglio come il rimontare lo spot -casomai lasciare lui sul divano e la voce della tipa che lo sporna- e aggiungere in grafica un claim più coerente.
    Così tanto per non sparare sulla croce rossa.

  4. Indubbiamente si può provare a essere più costruttivi, nella critica a questo video. In questo articolo ho voluto fare, principalmente, un concetto a caldo.

    Ma di consigli ne possono essere dati, a partire dal lettering del messaggio finale: ok la mancanza di fondi, ma perché scegliere un font così banale? Perché buttarsi sul bianco? Dà l’idea di un video poco curato, fatto tanto per fare.

    Il problema è che questi consigli, al di là della buona fede, che speriamo ci sia nei creatori di questo video (fai bene a parlare di ingenuità, geekqueer), è che si tratta addirittura di concetti di buon gusto, e di concetti di buon senso. Che non dovrebbero essere poi così sconosciuti, si spera.

    Ma alla base c’è una immagine dei gay che non partecipano al Pride completamente sbagliata: perché puntare il dito contro le “favolose”, se mi passate il termine, quando sono ben altre le categorie di omosessuali che al Pride non partecipano?

  5. Hanno pure chiuso i commenti su YouTube. Questo la dice lunga 🙂 E’ una frociata di pessimo gusto, davvero.

    Aggiungo che questo video – al contrario del video di Napoli – non rappresenta tutte le sfaccettature del mondo LGBT e questo lo rende ancora più insopportabile.

  6. Da quel che ne so hanno cancellato i commenti (evidentemente negativi) e poi li hanno disabilitati. Al di là di tutto, a me spiace essere sempre così critica per tutto quel che riguarda le scelte [in particolar modo] di Arcigay, però hanno fatto diverse cose indifendibili. Dalla campagna HIV a questo video. Sinceramente se il messaggio che arriva è ambiguo, se uno ha bisogno di spiegare gli intenti di un promo, significa che c’è qualcosa che non funziona. D’impatto a me è sembrato un dito puntato contro, come se ci stessero dicendo che siamo superficiali e non andiamo al Pride. Ma per quel che ne so, i romani stanno scegliendo di non andare al Pride della capitale per prendere le distanze da un tipo di politica nella quale non si riconoscono.

  7. indubbiamente quello che dite è vero. è triste che proprio dei gay si descrivano con un immaginario che parte dalla tv per accartocciarsi su se stesso. lo spot di napoli come dice Livia ha il pregio della pluralità e di una vita che si svolge nelle strade e -badate bene- mica le strade del centro. forse avete ragione, c’è poco da salvare o esser costruttivi.

  8. Al peggio non c’è mai fine, come dice Barbara abbiamo assistito a tante campagne oscene confezionate da Arcigay, ma questa entra nella top list. Mi convinco sempre di più che non ci sia speranza, a questo video avranno partecipato un po’ di persone vero? Prima di metterlo online si saranno consultati almeno con amici/conoscenti….possibile che nessuno abbia impedito un tale scempio?! Io salverei la doppiatrice, povera, una carriera distrutta.

  9. è un mondo difficile. [che poi non riesco proprio a capacitarmi del fatto che abbiano chiuso i commenti al video ufficiale.. il dialogo sembra una forma di comunicazione desueta quando si espone “l’ufficialità”]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *