Napoli Pride 2010: un successo oltre le aspettative

“Alla luce del sole”. E’ questo lo slogan che il comitato organizzatore ha scelto per il primo Pride nazionale svoltosi a Napoli il 26 Giugno. Un evento di cui probabilmente parleranno diverse generazioni di napoletani (e non solo) visto che costituisce un unicum nella storia del capoluogo campano e in quella del movimento LGBT italiano.

“Alla luce del sole”, nonostante la pioggia che ha graziosamente incorniciato questo Pride, precipitando solo all’inizio e alla fine della parata, spazzando via il caldo e refrigerando i partecipanti – alla faccia delle malelingue e di chi presagiva l’arrivo imminente dei monsoni.

Alle 9:30, diciassette carri vengono predisposti in coda in Piazza Cavour: la piazza “lunga” che traccia il confine tra il centro storico e la Sanità, uno dei quartieri popolari più poveri e vivaci di Napoli.

C’è un po’ di incertezza tra gli astanti che osservano i preparativi, ma anche molta curiosità per quell’insolita visione: giovani aitanti e ragazze iperattive che si mettono all’opera per gonfiare palloncini, allestire discoteche sui carri, ridere e scherzare sotto un sole caldo ma non impietoso. Qualcuno si avvicina per chiedere delle informazioni: “Quanti sarete?”, “Quando comincia la manifestazione?”, “Cos’è il Pride?”, etc. etc. Molti sorridono, alcuni imprecano perché la parata bloccherà sicuramente il traffico. I commercianti – dopo qualche esitazione – cominciano ad apprezzare la situazione che si sta creando.

Intorno alle 13:00 i carri sono già tutti pronti. Intanto proprio dai vicoletti bui della Sanità cominciano a venir fuori i primi femminielli, quasi sempre circondati da una piccola comitiva di familiari ed amici. Si muovono tra la folla con una disinvoltura naturale, abituati come sono ad essere rispettati nel microcosmo del loro quartiere. Alle 14:00 una spruzzata di pioggia risveglia gli animi come un colpo di frusta e i venditori ambulanti (sempre pronti ad intervenire) cominciano ad esporre la mercanzia idrorepellente. La tempesta estiva dura poco: giusto il tempo di dare una rinfrescata a tutti. Alle 15:00 il primo carro si mette in moto e con esso tutti gli altri.

La folla dei manifestanti è troppo festosa per ignorarla. La musica proveniente dai carri attira i ragazzini sul ciglio della strada, dove si affollano gruppetti costituiti da papà, mamme, nonni, zii e nipoti al seguito. Si uniscono ai festeggiamenti anche gli immigrati che parlano solo il napoletano. Tutti a far festa, a ballare, come se il Pride fosse una processione catartica e dionisiaca. Alle finestre e sui balconi si affacciano intere famiglie che sventolano fazzoletti e mandano baci a tutti noi. Dai negozi vengono fuori i commercianti ed i loro clienti che applaudono, salutano e talvolta vengono tra la folla per concedersi un passo di danza e una chiacchierata con i manifestanti.

Ma non è tutto rose e fiori: l’onorevole Anna Paola Concia – presente al Pride – viene contestata da alcuni manifestanti per aver aperto un dialogo con la controversa associazione Casa Pound; intanto sul Vomero (una delle colline che circondano Napoli) si sta svolgendo una manifestazione parallela dell’estrema destra per “difendere” la famiglia tradizionale (probabilmente quella di Barbie e Ken). Ciononostante, non bastano questi episodi – seppur spiacevoli – a gettare ombre su questo Pride.

A Napoli la vita di strada non esiste perché la vita è la strada stessa: questo fa sì che risulti impossibile distinguere tra manifestanti e pubblico perché si viene a creare un tutt’uno di gente che esulta, canta e celebra l’amore e la legalità. Alle 19:00 dopo una marcia tanto estenuante quanto eccitante, dopo aver dribblato sapientemente le centinaia di carretti degli “acquafrescai” che si muovono agilmente tra i manifestanti vendendo ogni genere di bevanda, svoltiamo l’angolo di via San Carlo e ci abbandoniamo all’abbraccio di Piazza del Plebiscito, con il mare a due passi e un cielo grigiastro che è sul punto di piangere. E infatti, non appena i carri si separano dalla folla imboccando un percorso secondario, ci ritroviamo di fronte al Palazzo Reale e la pioggia comincia a venir giù a lacrimoni. Stavolta rimaniamo sotto l’acqua e il vento per circa mezz’ora. Il cerchio si chiude.

Verso le 19:30 inizia il concerto sul grande palco allestito davanti alla chiesa di San Francesco di Paola: si esibiscono gruppi emergenti, seguiti da musicisti più famosi. Interviene poi il comitato organizzatore del Pride (ArciLesbica Napoli, Arcigay Napoli, Famiglie Arcobaleno, ATN, iKen) con una bella introduzione della grintosa Giordana Curati, presidente di ArciLesbica Napoli. Giuseppina La Delfa (presidente di Famiglie Arcobaleno) trattiene a stento le lacrime mentre scandisce le parole che forse rimarranno più impresse: “Non andate via da questi luoghi! Non scappate! Il paradiso è ovunque vogliate costruirlo! Il paradiso può essere anche qui!“.

Sul palco si parla di diritti delle persone LGBT, ma anche di politica, di lavoro e delle vicende della vicina Pomigliano d’Arco. La fiumana si disperde a poco a poco e il cielo si rasserena scoperchiando un panorama che riempie gli occhi e incastona una luna quasi piena poco sopra il cratere del vulcano. L’aria è piacevole, la musica pervade tutta la piazza, dove centinaia di innamorati si abbracciano e gruppi di amici bevono e fumano.

Lo stupore e la meraviglia si palesano sui volti di tutti i partecipanti: chi avrebbe mai immaginato un’accoglienza così calorosa e umana da parte di questa città di cui nel tempo si è detto praticamente tutto il male possibile? Gli stessi organizzatori sembrano increduli: eppure Napoli ha risposto positivamente, appropriandosi di un evento che sembrava di nicchia e rivendicando la propria storia di città libera, aperta e accogliente. Una città alla quale nessuno ha mai fatto sconti è riuscita a regalare un’emozione così grande e indimenticabile, rendendoci orgogliosi e fiduciosi per il futuro.

Le foto più belle del Napoli Pride 2010 le trovate – come sempre – su Flickr nel gruppo ufficiale dell’evento.
L’immagine del post è stata scattata da Memmè.

7 pensieri su “Napoli Pride 2010: un successo oltre le aspettative”

  1. Il primo pride a cui ho davvero partecipato fino in fondo in vita mia, ed è stato stupendo. Finalmente un bel ricordo da associare alla mia città. grazie a tutti!

  2. …Sono salita sul carro dell’arcilesbica nazionale, ma le parole non riescono e non possono descrivere tutta l’emozione che ho provato.Non mi sono mai divertita tanto in vita mia.Grazie Napoli…grazie Pride……..e grazie ragazze x avermi fatto vivere una favola.

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