Jeremy Thorpe: gli intrighi politici e l’amore illegale

JThor


Il 22 giugno 1979 Jeremy Thorpe, leader del partito Liberal, veniva assolto dall’accusa di avere organizzato il tentato omicidio di Norman Scott, suo sedicente ex-amante. Un verdetto che scagionava Thorpe, ma che segnava anche la fine della sua carriera: prima agli occhi dell’opinione pubblica era stato un brillante politico con un matrimonio alle spalle, e una seconda moglie celebre pianista ritiratasi dalle scene. Dopo il processo questa immagine non esisteva più.

Intraprendente, carismatico, famoso anche per uno stile eccentrico nell’abbigliamento (come i suoi completi primo novecento, i suoi gilè di seta e i cappelli di feltro), era diventato leader del partito Liberal nel 1967, distinguendosi per campagne a favore dei diritti umani, come dimostra il suo ruolo nel movimento anti-apartheid. Nel 1971 la sua vita privata aveva iniziato a interferire con quella pubblica, quando Thorpe fu sottoposto a un’inchiesta all’interno del partito: l’accusa era di avere avuto rapporti sessuali con un uomo. Proprio di accusa si trattava, dato che i fatti si riferivano al 1961, quando l’omosessualità era ancora illegale nel Regno Unito.
A rivelare una relazione di due anni era stato Norman Scott, uno stalliere ed ex modello, perfetto personaggio da romanzo pruriginoso inglese.

Il partito lo scagionò e Thorpe collezionò numerosi successi politici, al punto che nel 1974 i Liberal ottennero il 19.3% in quelle famose elezioni che portarono per la prima volta nel dopo guerra all’hung parlament, ovvero all’assenza di una maggioranza. Thorpe ebbe l’opportunità di diventare Home Secretary in una coalizione allargata (proprio come quella al governo oggi), ma non accettò l’incarico, conscio dell’impopolarità di questa soluzione presso il suo elettorato e della fragilità del governo che si sarebbe formato. La Gran Bretagna tornò alle urne e votò per un governo Labour.

Intanto Norman Scott aveva continuato a portare avanti le sue accuse, finché nel 1975 accadde l’episodio chiave nella vita di Thorpe. Mentre Scott passeggiava con il suo cane gli si avvicinò tale Andrew Gino Newton (altro personaggio da un romanzo giallo, nemmeno di alta qualità), che sparò all’animale, puntò l’arma all’uomo, ma non ebbe il coraggio di freddarlo.

Durante il processo contro il suo attentatore, Scott dichiarò di essere stato più volte minacciato da Thorpe di non azzardarsi a parlare della loro relazione e mostrò alla stampa anche le lettere che si erano scambiati con tanto di nomignoli affettuosi da amanti: divenne famosa la frase “Bunnies can and will go to France”. Nel 1976 Thorpe fu costretto a dimettersi dalla leadership del partito e nel 1979 fu portato davanti a un giudice, insieme ad altri tre presunti complici, con l’accusa di istigazione all’omicidio. Il processo si tenne una settimana dopo le elezioni generali inglesi e Thorpe fu assolto, non senza polemiche: ma ormai la carriera politica era terminata.

Forse una vittima della brama di notorietà e facili guadagni del suo ex-amante, ma forse una vittima anche delle sue stesse menzogne, che avrebbero dovuto renderlo più forte davanti ai suoi elettori ma che in definitiva lo resero molto più vulnerabile.

Oggi questa storia politica di accuse di omosessualità e di reticenze sembra così lontana in cui paese in cui gli omosessuali possono sposarsi e adottare bambini. Eppure è di pochi giorni fa la notizia che David Laws, Treasury Chief Secretary in quota LibDem, si è dimesso dalla carica per essersi fatto rimborsare le spese del suo appartamento a Londra come se fosse in affitto da un estraneo, mentre in realtà abitava stabilmente col suo compagno. Queste le parole con cui Laws ha giustificato alla stampa il suo comportamento:

I’ve been involved in a relationship with James Lundie since around 2001 — about two years after first moving in with him. Our relationship has been unknown to both family and friends throughout that time. […] My motivation throughout has not been to maximise profit but to simply protect our privacy and my wish not to reveal my sexuality

Un errore che costa il posto a un politico molto stimato in UK e che non è stato dettato da considerazioni economiche, ma ancora una volta dall’incapacità di accettare e vivere la propria vita sentimentale alla luce del sole.


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