I gay perbene vanno in Paradiso

diversità


Sono stanca di sentirmi dire non solo cosa dovrei fare, ma anche come dovrei essere per risultare credibile.
Prima c’era il mondo eterosessuale filocattolico, il modello perbene.
Ora c’è il modello omosessuale impegnato, quello che ti insegna come dev’essere un gay, anch’esso perbene.

Il movimento LGBTQ cerca – a ragione – il riconoscimento legale delle proprie coppie e il rispetto dal mondo eterosessuale, ma spesso non sembra voler accettare le mille sfumature della propria comunità, come se una cosa escludesse l’altra.
Puoi essere omosessuale ma non come vuoi tu, altrimenti sei un nemico sociale. Perché si sa, essere gay significa farsi portavoce di un’intero gruppo.

Al posto di valorizzare il diritto alla diversità si dice che le checche isteriche in tv rovinano l’immagine dei gay, che al Pride non dovrebbero far sfilare le trans, bisognerebbe tutti vestirsi in abiti da ufficio, che non si può fare promozione di una vita sessuale promiscua. Perché non sta bene. Non verremo mai ascoltati in piume di struzzo.

È un po’ come se al posto di pretendere uno Stato laico cercassimo di ottenere il favore della Chiesa.

Abbiamo criticato un mondo eterosessuale maschilista e machista, come se denigrare le passive fosse tanto diverso.
Abbiamo preso come mito la coppia tradizionale come se fosse avanguardia, quando la lotta per il divorzio è stata una delle più grandi conquiste italiane.
Chiediamo il rispetto, vogliamo una legge contro l’omofobia, ma quando un uomo frequenta le trans diciamo che è perché non ha il coraggio di andare con un altro uomo.

Le rivoluzioni culturali non sono mai partite dall’omologazione e i diritti non sono stati conquistati mandando biglietti di auguri per Pasqua.

[Photo Credits: pshutterbug @ flickr]


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2 Commenti

  1. Alex
    Pubblicato 9 giugno 2010 alle 4:08 pm | Link Permanente

    Cara Barbara hai scritto il pezzo che avrei scritto io. Sono fermamente convinto che l´omologazione sia dietro l´angolo e che molti di noi non se ne rendano conto. Gli esempi che hai fatto sono stupendi e dimostrano molto bene la realtà. Sai quante volte mi sono visto guardare con sdegno in una serata orsa, quando andavo a salutare un mio amico palesemente effemminato? ..ma stiamo scherzando?!?!? Se c´è una grande cosa che l´essere gay ci dà è l´autoironia e la rottura degli schemi…probabilmente il suo eccesso ci rende “isteriche” e omolagati. Grazie per questo pezzo che ci ricorda che possiamo sempre essere favolosamente OUT e fuori dagli schemi. Grazie davvero

  2. Pubblicato 11 giugno 2010 alle 8:39 pm | Link Permanente

    Grazie a te, spero che la pensino come noi in molti!

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